Consegna della 2° Borsa di Studio Matteo Pasquetto per Aspirante Guida Alpina di 1° livello
Ci sono giornate che iniziano in modo magico e terminano anche meglio …
Lo scorso 2 febbraio è stata proprio una di quelle …
Ore 7.15: sbucando dal tunnel della stazione di Lugano, il Monte Bre a sinistra ed il campanile della Cattedrale a destra, si presentano come un quadro di promessa di luce, un presepe fuori stagione con tutta la tenerezza che un panorama così alle prime luci dell’alba, può suscitare.
Ore 8.15: apro la lavagna ultratecnologica che ho in classe alla ricerca degli appunti del giorno prima e … mi compare un disegnino: un cerchio blu/azzurro con due cerchietti gialli a mo’ di occhietti ed un semiovale sempre giallo a mo’ di sorriso: mi sa che avete capito … assomigliava troppo al logo di Casa Matteo Varese!! Mi è scappato un ‘noooo’ e ho pensato alla burlonata di Matteo che anche da lassù non perde occasione per strapparci un sorriso 😊
Ore in classe di grande soddisfazione con i ragazzi su temi a me cari … che bello avere un bel lavoro che ti permette di incanalare l’adrenalina che nel frattempo si accumula pensando alla serata!
Alle 18.00 la squadra ‘Casa Matteo Varese’ si mette in moto: carichiamo la macchina con birre e roll up, moschettoni e libri, quadri e cavalletti, pc e carta e penna; recuperiamo Roberta mentre Beppe e Damiana passano a prendere tre teglie di pizza: la sede CAI, la sua Presidente ed il Direttivo tutto suscitano queste idee: iniziamo in convivialità, così, per sciogliere un po’ il clima prima di entrare nel vivo di una serata che viviamo come importante, che è importante.
Lo scorso anno consegnammo la Borsa di Studio in una bellissima serata culturale del CAI di Varese …; quest’anno siamo più esperti, un po’ più sciolti e quindi la piega della serata è più familiare.
Troviamo Roberto Iasoni, il moderatore della serata, già in sede, contempliamo i fiori meravigliosi preparati dalla fiorista di fiducia del CAI di Laveno, ammiriamo i pacchetti dei doni che il direttivo ha preparato per gli ospiti, cui aggiungiamo i nostri, prepariamo il tavolo con le brochure e qualche gadget di Casa Matteo, srotoliamo il roll up, mettiamo a punto la tecnologia per foto e video (ci dimentichiamo la diretta Facebook causa birrette e genepy … ma poco importa: le cose più importanti sono dentro nel profondo del nostro io e da lì non ce le ruberà nessuno! E per chi non c’era? Vi aspettiamo alla terza edizione! Con un botto di novità!!); arriva Fabrizio Pina, affidiamo la colonna sonora della cena improvvisata a Giona e intanto … arriva Matteo Castellini, il vincitore della Borsa di Studio, con Lucia Venturelli, la sua fidanzata ed è subito allegria! Allergico alla pizza, alla birra, alle chiacchiere e alle frittelle, alto una volta e mezza me, non capisco come faccia a stare in piedi: sarà che ha un gran bel carattere e tanto buon umore da regalare (e un pezzo di pizza lo recupera da un’amica del CAI di Laveno 😉). E sarà che si chiama Matteo!
Alla spicciolata arrivano Luca Salini di Crazy con Fabio Salini, il Presidente Montani direttamente in traghetto e a piedi dall’imbarcadero (secondo noi poi il rientro lo ha fatto a nuoto, perché ci ha salutati alle 23.10 con l’ultimo traghetto previsto per le 23.30 …), il Presidente di Fondazione Comunitaria del Varesotto accompagnato dal nostro mito dello staff di Fondazione, Paola; arriva man mano anche il pubblico, tra cui gli Amici di Alessio, il CAI di Legnano, Nicola che ci segue sempre, Francesca, amica di Matteo, per noi Francesca della Rosa Bianca, che ha addirittura preso una stanza in albergo a Laveno per stare con noi questa sera. Non mancano mai Caterina e Marco, Aldo, amici e finanziatori di Casa Matteo Varese. Arriva anche Jerome Bernard di Vibram e si siede tra il pubblico.
C’è calore, c’è familiarità pur in mezzo a cotanti Presidenti e CEO.
La Presidente Greta chiama all’ordine, invita a sedersi e presenta il moderatore Roberto. Che bella anche la sua storia con Casa Matteo Varese! Roberto, giornalista di professione, conosceva Matteo per essere stato suo cliente e con qualche titubanza iniziale, come ci ha scritto, nella Pasqua del 2021 ci contatta tramite Facebook per dei semplici auguri che si trasformano in pensieri molto belli e ricordi di Matteo, con qualche foto, anche quella usata per pubblicizzare il Bando della Borsa di Studio.
Così pensiamo di coinvolgerlo e gli chiediamo di moderare la serata dedicata alla ‘Libertà e consapevolezza: la montagna del CAI e delle Guide Alpine?’ come suggerisce lui stesso nel definire il titolo. La professionalità, la cura e la simpatia con cui modera i Presidentissimi e i CEO è un bel regalo che Roberto fa a Casa Matteo e al CAI di Laveno che metterà questa serata, crediamo, tra alcuni degli eventi significativi dell’anno.

Apriamo con la consegna della Borsa di Studio ad uno scalpitante Matteo Castellini, non prima di aver presentato Fondazione Comunitaria del Varesotto ed il Fondo nelle loro relazioni reciproche; abbiamo anche spiegato l’iter della Borsa di Studio che passa da un Bando vero e proprio cui ci si candida sul sito di Fondazione e che prevede anche un colloquio a tu per tu con i tre candidati che hanno ricevuto il punteggio più alto. Non ci sarebbe la Borsa se non ci fossero i donatori: da coloro che ci lasciano 5/10 euro fino ai nostri grandi donatori che sostengono economicamente il Fondo: come si sa, ogni offerta fatta tramite percorso tracciabile è deducibile e detraibile.
E ci sono poi i partner di questo progetto che qui sono presenti ai loro massimi livelli.

Matteo – che custodisce gelosamente lo scatolone Crazy con l’abbigliamento che l’azienda ha messo a disposizione del vincitore – è invitato al tavolo dei relatori e ci racconta un po’ la sua storia: si può dire che la sua mamma lo ha messo al mondo in montagna, perché lui ha dei ricordi da piccolissimo; poi ha praticato rugby a buoni livelli fino alla decisione di partecipare alle selezioni per il corso di Aspirante Guida Alpina di 1^ livello e alla sua attuale determinazione a proseguire sino a raggiungere la meta della proclamazione a Guida Alpina. Stimolato dalle domande di Roberto, Fabrizio Pina dal suo punto di vista privilegiato di Istruttore delle Guide Alpine ma soprattutto di Presidente del Collegio, ci parla della professione, dell’iter per raggiungere il titolo, degli obblighi e del profilo delle Guida Alpina; ci aiuta anche ad aggiornare il linguaggio con il quale spesso si sente semplificare quanto gira attorno a mondo della montagna, a partire dal termine ‘sicurezza’ che lui invita a sostituire con ‘capacità di gestione del rischio’: il rischio, infatti, non è mai a livello zero quando si va in montagna (ma forse potremmo dire nella vita in generale…) ed occorre sensibilizzare al fatto che il fattore umano ed il rispetto per sé e per l’ambiente che si esplora fanno la differenza.
Gli fa eco il Presidente Montani che ci propone anche riflessioni attorno al cambiamento del mondo alpino, alla sostenibilità ad ampio raggio (mezzi pubblici per raggiungere i luoghi? Sostenibilità dei rifugi? Abbattimento dei vecchi ruderi e pulizia della montagna? Eliski? … quanti spunti …) che si scontra con la mentalità che ancora è viva all’interno del mondo CAI che a volte è ancorato ad alcune tradizioni e modi di agire comprensibili ma non sempre opportuni in funzione di obiettivi più ampi dentro questo tempo.
Greta viene invitata a fare la fotografia della sede di Laveno Mombello a partire dai numeri dei soci, dai progetti attivi, dall’attenzione ai giovani e all’avvicinamento alla montagna. Come sottolinea anche Montani, questa sede che ci ospita è quasi un unicum nel panorama del Sodalizio esprimendo una Presidente giovane donna che succede ad una Presidente anche lei giovane donna. Ottimo auspicio, quindi, per guardare avanti!
Chiude questo giro di tavolo Crazy che racconta la storia di questa azienda che si appresta a festeggiare i primi 35 anni di vita e che nasce da competenza certo ma soprattutto da tanta passione, quella di Valeria, sportiva di alto livello che decide che vestire bene è importante per avere prestazioni migliori e quindi … si crea l’azienda su misura! Ora hanno più di 200 dipendenti, Valeria continua a disegnare i modelli e a creare anche se ha uno staff che opera con lei ma, soprattutto, l’Azienda continua a lavorare a quattro mani con gli atleti e con i professionisti che, per ovvi motivi, sanno che cosa serve ed offrono suggerimenti e lei li vaglia, li studia, li modifica, li migliora ma, soprattutto … li colora! C’è allegria, un po’ di pazzia appunto in questo abbigliamento da montagna! Matteo era uno di loro e stava lavorando ad alcuni progetti. Una nota che non vuole essere triste, anzi! Potete immaginare cosa non sia aprire l’armadio e liberarlo dopo che tuo figlio non c’è più … ecco … noi aprivamo l’armadio e ne usciva colore, luce, anche nelle mitiche … mutande … e, alla fine, un sorriso ci scappava anche lì …
È il momento dei saluti e dei ringraziamenti: i nostri ospiti vanno a casa con un libro griffato con una dedica personale, ad ognuno un libro diverso, preso dai gadget che Casa Matteo propone ai suoi donatori perché tutto fa parte di una storia. Ma anche con un sacchettino con delizie proposte dal CAI di Laveno ed una maglietta griffata CAI Laveno che testeremo subito, il giorno dopo sui Pizzoni, dove se no?
Ma non si può chiudere senza il lancio della 3^ ed della Borsa di Studio ‘Matteo Pasquetto’; e quest’anno lo facciamo con un video che introduce il nuovo partner, di cui siamo onorati e fieri: Vibram, rappresentato qui, questa sera da Jerome Bernard che ne è Sport Innovation Marketing Global Director. Matteo era stato tester di Vibram, che è una solida azienda del territorio varesino conosciuta in tutto il mondo in quanto all’avanguardia nel suo settore che … tocca da vicinissimo la montagna, come tutti noi sappiamo ma … il ponte di contatto con questo fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana, lo ha creato … Caterina, la nostra dirimpettaia di pianerottolo 😊 che lì ha lavorato nei primi anni della sua carriera professionale. Perché lo racconto? Perché la vita è fatta così, di incontri, di contatti, di #relazioni che sono il vero patrimonio di ciascuno di noi.
L’ingresso di Vibram in questa avventura, ‘alza un po’ il tiro’, per così dire: ecco perché il racconto della serata e tutto ciò che riguarderà la Borsa di Studio, transiterà d’ora in poi anche da LinkedIn, come già successo questa volta; crediamo che stia nascendo una bella cordata: imprenditoria e volontariato, professionismo in varie sfaccettature con l’unico obiettivo di mettere al centro un giovane amante della montagna. Come Matteo. E li si torna …