In parete, per passare dalla donazione al dono.

Start time 25/11/2025
Address Arrampicata Varese via Donatello 1 varese
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Un pomeriggio in palestra di arrampicata ha messo insieme giovani stranieri non accompagnati e manager, letteralmente “legati” in parete sotto la vigile presenza di due Guide Alpine del Collegio di Lombardia. Nel battere il cinque si sono incrociate mani curate ed unghie perfette con mani rovinate da una vita tanto breve quanto dura: la concretezza dei gesti, qualche risata, pochi discorsi, tante relazioni che generano impatto, ovvero cambiano la situazione mettendo al centro sport, giovani e inclusione facendo crescere la rete.

Donazione o dono?

Il motore è stato il desiderio di AVEVA Software Italia S.p.A., azienda del settore tecnologico di Gallarate, di fare una donazione che non fosse solo un trasferimento di denaro, ma che avesse in sé i semi per generare qualcosa. Nel gergo di chi frequenta i temi dell’economia civile qui stiamo parlando di un passaggio fondamentale che va dalla donazione, come atto di trasferimento di denaro, al dono che è un atto di relazione interpersonale.

La risposta è arrivata dal dialogo tra AVEVA Software Italia S.p.A. e il Comitato Casa Matteo Varese, nato per volontà della famiglia di Matteo Pasquetto (Guida Alpina di Varese che ha perso la vita per un incidente di montagna), con lo scopo di dare casa, a progetti, iniziative, attività per adolescenti e giovani, per aiutarli a liberare i loro talenti.

Il ruolo della rete

Due Guide Alpine del Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, Luca Moroni e Davide Mazzucchelli, sono state ingaggiate nella organizzazione di un pomeriggio di sport e inclusione nella palestra Arrampicata Varese (AV) che ha coinvolto anche la Cooperativa Ballafon attiva nel territorio Varesino per offrire accoglienza a minori stranieri non accompagnati. Il presidente di Ballafon, Luca dal Ben, ha impiegato meno di 48 ore a coinvolgere i propri educatori e quattro ragazzi; Marco Antonetti, responsabile della palestra, ha sospeso le attività per lasciare il campo libero all’attività. Alcuni amici del comitato si sono adoperati per offrire un succulento aperitivo.
Questa è la forza della rete una leva tanto potente quanto incredibilmente capace di autoalimentarsi: perché alla fine del pomeriggio tutti sono andati a casa con un attestato di partecipazione e un pezzetto di relazione in più.

Da cosa nasce cosa

Chi era presente lo racconta: un pomeriggio partecipato, attivo, divertente e soprattutto che ha offerto a ciascun partecipante, a partire dal proprio punto di esperienza, una occasione importante di inclusione.

Tre squadre miste – dipendenti aziendali e ragazzi – si sono sfidate su e giù per le prese delle pareti della palestra. Chi ha vinto? Tutti sul podio, perché qui era fondamentale il divertimento e lo scambio di racconti. Così ha vinto il ragazzo, con una storia pesante sulle spalle, che “fa da sicura” ad una manager di una azienda multinazionale; ha vinto il giovane entusiasta che si arrampica a mani nude senza protezioni (prontamente fermato dalla guida), ma ha vinto anche il funzionario che non ha portato neppure la tuta, eppure non ha perso un tiro.

Dentro al momento conviviale si è creato l’interesse per Casa Matteo Varese, si è accesa l’attenzione sui progetti sostenuti: la Borsa di Studio per Guide Alpine, ma anche il sostegno ad Happiness – spazio per adolescenti nato da un’idea della Pastorale Giovanile del Decanato di Varese – dove si innesta il progetto “Giovani al Lavoro si può fare!”. Tutto il resto – e non è poca cosa – è la ricchezza del dono. Compreso il fatto che, grazie alla generosità delle Guide Alpine e della Palestra – che hanno rinunciato al loro compenso – sarà anche creato presso Ballafon un piccolo fondo per consentire agli ospiti minori non accompagnati di frequentare la palestra con una certa regolarità.

 

Grazie a:

@Silvia Simonetta
@AVEVA
@Ballafon
@LucaDalBen
@LucaMoroni
@DavideMazzucchelli
@MarcoAntonetti
@PalestraArrampicataVaresina