“Il tempo passa. L’amore resta.”
Abbiamo toccato con mano quest’anno, in occasione dell’evento di fine estate di Casa Matteo, che nonostante il tempo inesorabilmente passi, il ricordo vivo, l’energia, l’amore, appunto, restano nel cuore di chi ha conosciuto una persona che ora non c’è più o conosce chi è rimasto a tenerne viva la memoria.
L’occasione dei cinque anni dalla morte di Matteo, ha raccolto attorno ai musicisti, all’altare della messa e … ad una buona polenta, tanti amici, sostenitori, simpatizzanti di Casa Matteo e di Happiness.
‘Giovani per i giovani’ è lo slogan del nostro Comitato che si è concretizzato ancora una volta nel primo dei tre momenti del pomeriggio di domenica 31 agosto; il concerto del duo Bovitutti – Pasquetto, pianoforte e clarinetto, è stato offerto pro bono dai due musicisti, i quali hanno solo chiesto che un’eventuale raccolta fondi potesse finanziare in parte la retta di un giovane studente dell’Accademia Europea Bossi di Bodio Lomnago. I giovani musicisti Lorenzo e Giona ci hanno idealmente fatto prendere un aereo e ci hanno portato in diversi Paesi del mondo, facendoci ascoltare brani che hanno coinvolto anche i meno avvezzi alla musica classica. La particolare sistemazione delle panche della chiesa, ha consentito di avere un ventaglio, una sorta di emiciclo ad abbracciare idealmente i musicisti, evitando la ‘barriera’ palco /pubblico.
Originale ed apprezzato. 
È bello vedere i visi delle persone che seguono il concerto: immersi nella musica, ciascuno secondo la propria sensibilità e conoscenza, giovani e meno giovani, occhi puntati sui musicisti a carpirne i movimenti e a gustare la magia che esce dagli strumenti sapientemente maneggiati.
La bellezza sorprende, sempre. E non stanca mai. E, forse, salverà il mondo.
Alle 18.30 … si cambia scena!

Resta il pianoforte che, però, passa nelle mani del Maestro Augusti che dirige il Praise The Lord Gospel Choir di Cassano Magnago e anima la celebrazione in memoria di Matteo. Una messa vivace; canto, gesti e parole accompagnano il ricordo della nostra giovane Guida che, come dicono gli alpini, ci ha preceduto.
Mons. Panighetti ci regala parole forti nell’omelia, ci aiuta a tenere alti il desiderio, la volontà, la determinazione nello stare nella nostra quotidianità, con la stessa energia che Matteo metteva nelle sue salite. E’ quello che abbiamo pregato anche con le parole scritte da Roberta.
Quando dall’ambone ho guardato l’assemblea, ho sentito la responsabilità di raccogliere il messaggio di speranza che veniva da quei momenti intensi e di farne materiale per lastricare un altro pezzo di cammino, di farne tesoro per i momenti più bui che inevitabilmente ci prendono. Ho sentito sintonia con il modo essenziale, forse un po’ rude e ‘montagnino’ che aveva Matteo di non girare inutilmente attorno alle questioni ma di prenderle in mano e di farci qualche cosa, di trasformarle.
La concretezza aiuta, in un mondo così virtuale e artificiale.
Il sagrato della chiesa, la scalinata che porta al piazzale, si riempiono al termine della messa; le persone si attardano a salutarsi, a cercarsi nel tramonto di una giornata calda di fine estate; spesso è così quando si partecipa a momenti intensi che regalano serenità, una pausa rigenerante nel flusso della vita.
Qualcuno mette una felpa sulle spalle e vicino al cancelletto di ingresso in oratorio, la piccola fila di chi ha deciso di cenare con noi per supportare il progetto Happiness via via si assottiglia, mentre si riempiono i tavoli.
La piccola fila è fatta anche da persone che non avevano prenotato ma che si sono aggiunte all’ultimo. Tanto ce n’è per tutti, per fortuna! Nella casetta di legno, lo Staff delle grandi occasioni di Casa Matteo si muove esperto tra polenta, funghi, vino, prosecco, birra e il dolce creato ad hoc da Lori per l’occasione.
Mi aggiro tra i tavoli.
Vorrei avere 100 ore a disposizione per un saluto ed una piccola chiacchierata con tutti. Mi accerto che nessuno sia isolato, che tutti abbiano occasione di parlare, di conoscere magari qualcuno di nuovo; ma non riesco ad arrivare dappertutto, purtroppo.
Un pallone! Da Giosuè al suo nonno, passando per un paio di musicisti, è subito partitella di calcio mentre le persone sfilano via, passando da me e da Valter per un saluto, un abbraccio ed un arrivederci.
Già.
Quando mettiamo in calendario questo evento ci diciamo sempre che sarà l’ultima volta, che facciamo fatica, che non abbiamo garanzia di riuscita, che, forse, il gioco non vale la candela e via una sfilza di scuse. Quest’anno in modo particolare, ci sembrava di scalare una montagna (appunto!): ‘Non saremo all’altezza di raccogliere i fondi per i due progetti che abbiamo messo in cantiere!’
Chi vuol fare fa, chi non vuole fare trova una scusa.
Invece la generosità di amici, conoscenti, amici degli amici, ci ha portato molto vicino all’obiettivo, ne daremo conto al più presto.
E, soprattutto, questa presenza attenta, partecipe, calorosa ci ha regalato un pomeriggio intenso, emozionante, carico.
Di cui queste poche righe non rendono nemmeno lontanamente l’atmosfera ma, speriamo, accendano il desiderio di esserci alla prossima occasione.
Grazie!
