HAPPINESS: “Tentativi di Chiesa accidentata”

Start time 28/04/2024
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Circa due anni fa, più o meno di questi tempi, Filippo, coordinatore ed educatore di Happiness, ci annunciò l’arrivo, come tirocinante per l’estate in Happiness, di don Mauro Polesello, giovane prete veneto alla caccia di esperienze di ‘chiesa accidentata’ su cui costruire la sua tesi di Baccalaureato in Scienze dell’Educazione – educatore professionale sociale.

Che Happiness sia luogo particolarmente fortunato per le presenze educative, lo dimostra la sua storia: suor Cristina e suor Silvia, Filippo, Letizia e Giaele, un gruppo di volontari di competenza e di peso, tutti sotto il discreto ma attentissimo sguardo di don Matteo, della Pastorale Giovanile di Decanato: non si può dire che lo Spirito non soffi!

Don Mauro si è rivelato una presenza forte, determinante, direi quell’estate 2022 con la sua non comune capacità di aggancio dei ragazzi, con il suo riuscire a rimanere con loro e per loro offrendo spazi di ascolto, di dialogo, di supporto. Ha arricchito quell’estate di Happiness in modo forte, dando un contributo anche alla crescita di noi volontari dentro questa variegata realtà. Ci salutammo allora con la promessa di rivederci per festeggiare il suo baccalaureato!

E così è stato nei giorni scorsi: don Mauro è riuscito a staccare dai suoi numerosi impegni pastorali in Vittorio Veneto e ha trascorso tre giorni a Varese, anche con il desiderio di rivedere i ragazzi di Happiness. Nel frattempo noi della Regia abbiamo letto la sua tesi che tanto attendevamo: abbiamo bisogno di una fonte di riferimento pedagogica e pastorale forte cui abbeverarci, con cui alimentare le nostre intenzioni ed il nostro agire educativo; questo lavoro di tesi era davvero molto atteso, soprattutto in un momento in cui l’allargarsi dell’interesse sociale e pastorale attorno ad Happiness, l’inserimento di nuove figure ci richiede di ‘tornare un po’ più spesso alle braci’, per usare un’espressione di Dotti.

Freire, Bertolini e Theobald sono gli Autori di riferimento proposti da don Mauro che, mentre scrive, lancia una serie di ‘alert’, di focus sui quali puntare il nostro sguardo nel presente e nel prossimo futuro per continuare a fare di Happiness un’esperienza di frontiera sì ma ben radicata in una metodologia e in un’antropologica cristiana.

Su questi spunti, su queste aree di riflessione e di miglioramento si è concentrata una buona parte della serata di confronto in Regia (sempre allietata dalle deliziose cene preparate da Chiara ed Enrico a casa loro): abbiamo avuto modo di dire a don Mauro che ci siamo proprio ‘letti’ dentro il suo lavoro di tesi, abbiamo trovato nero su bianco i nostri riferimenti qui si ben collocati ed esplicitati; abbiamo chiesto qualche ulteriore affondo e di chiarirci ancora di più alcuni suggerimenti che ci offre nel suo lavoro di tesi.

Abbiamo sentito di aver ‘svoltato l’angolo’ grazie a queste riflessioni, di avere ora un fondamento esplicito, non solo implicito, un biglietto da visita autorevole che ci permette di rispondere anche a qualche critica che, immancabile, piove ancora da dentro e fuori la Chiesa: dall’essere degli sprovveduti che improvvisano pericolosamente con ragazzi difficili al non parlare di Cristo in modo sistematico dentro un oratorio.

Don Mauro ci invita ad affidarci al Ministero di papa Francesco, ci suggerisce una riflessione sulle sei soglie di Theobald, ci accompagna dentro la prospettiva della ‘fede elementare’, del ‘dar credito alla vita’ come primi tasselli dell’opera di quell’Ospedale da campo, per usare un’espressione di Papa Francesco, di quella Chiesa accidentata che è Happiness.

Grazie, don Mauro!