Ricordando Matteo.

Start time 07/08/2025
Address Courmayeur Pavillon
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La sveglia è alla solita ora; adesso, però, scostando un attimo la tendina color crème a righe sottili, vedo le Grandes Jorasses; non che io riesca distinguere tutte le cime, non so nominarle, ma vedo il ghiacciaio lassù in alto, il Reposoir e la lingua di roccia su cui è abbarbicato il Rifugio Boccalatte.

Buongiorno!

Anche a te che riposi lassù assieme al nonno – ne abbiamo disperso le ceneri giusto un anno fa.

Mi attardo un po’ nel preparare un post per questa giornata; tra le tante che conservo, scelgo una foto che ti ritrae in una risata che quasi irrompe sul pc. Il desiderio è che chi ti ha conosciuto possa oggi far arrivare un pensiero a te e, sono quasi certa, non sarà un pensiero triste, forse un po’ nostalgico ma andrà a ricordare momenti belli e anche ilari.

E così è stato! Tanti messaggi, contatti, pensieri, inviati anche in privato che hanno ricordato una salita, una foto, un momento; qualcuno che ci ha chiesto di poterci conoscere e salutare visto che è a Courmayeur; ho trovato anche l’autrice della foto!

Colazione un po’ di fretta perché vogliamo salire per tempo al Pavillon, all’intermedia della Skyway – la Disneyland di Courma, come l’ha ribattezzata Daniela qualche anno fa … E’ vero che siamo allenati ma qui i cartelli gialli scrivono alcune volte 2h e 50, altre 2h e 20 e, poco più sopra a Chapy, 1h e 35. Giù la testa e saliamo per un sentiero per il quale papà avrebbe detto senza dubbio, che ‘non mena certo il can per l’aia’; piuttosto ripido, insomma.

1h e 35 è il tempo che abbiamo impiegato, grazie anche alla nebbia che ci ha permesso di salire senza farci cuocere dal sole. Ciondoliamo un po’ in questo luogo dove le persone che scendono dalla avveniristica funivia si fiondano sulle sdraio o a fare la foto ai finti camosci o ai finti stambecchi o salgono fino alla finta tana delle finte marmotte o si fanno immortalare sulle rive della pozzanghera artificiale. È tutto un po’ finto, qui.

Cerchiamo don Gregorio e entriamo nel giardino Saussurea dove alle 10.30 verrà celebrata la messa che, in accordo con Padre Marino, ricorderà Matteo. Per chi crede, ogni celebrazione ha un valore, naturalmente, ma essere qui, in mezzo al Monte Bianco in vista del luogo in cui abbiamo lasciato Matteo ormai cinque anni fa, ha per noi un significato molto forte e profondo. E ancora una volta sentiamo che, sebbene siamo solo Valter ed io, non siamo solo Valter ed io quassù ma abbiamo tutto il calore di chi ci conosce e segue anche Casa Matteo.

Don Gregorio ci permette di presentare le attività del Comitato e fa un po’ strano parlarne lì ad un’assemblea che mai e poi mai riuscirà a contribuire in qualche modo: eppure ci ascoltano attenti e ci chiedono un volantino o l’indicazione per seguirci sul sito. Chiacchieriamo con don Gregorio, con Nadia, con un altro paio di persone che ci chiedono informazioni e poi lasciamo il Giardino Alpino che distrattamente abbiamo visitato, per andare un po’ più in là, fuori dalla folla, a far risuonare nel silenzio quanto abbiamo vissuto.

E ad aspettare Filippo e Giaele che, con generosità, hanno voluto venire fino a qua per vivere con noi questa giornata. Eccoli laggiù, acquistano un panino – occorre quasi un finanziamento, ma mica si può stare senza mangiare, no?

Imbocchiamo un sentiero e saliamo un po’ in quota alla ricerca di un luogo dover fermarci per il pranzo. O dover fermarci e basta, per assaporare il rumore del ruscello, del vento, dei rari escursionisti che passano di lì. Per assaporare il flusso dei nostri pensieri.

Una visita al Museo e all’Hangar 2173 e poi la discesa, che non fa sconti e ci precipita a valle, a Chapy. Una birra con Giona e Francesca.

Chiudiamo la giornata in mezzo ai giovani, a respirare futuro.

È il desiderio e l’eredità che ci lascia Matteo e che vogliamo traferire in Casa Matteo con l’energia, il supporto e la carica che ci viene anche da ciascuno dei nostri sostenitori.

Il tempo passa. L’amore resta!

Ci vediamo il 31 agosto alle 17.00 alla Chiesa della Brunella.

Per chi lo desidera, dopo la locandina, abbiamo raccolto alcuni dei messaggi ricevuti in questi giorni da chi ha conosciuto Matteo.

 


Buongiorno, ho appena letto il suo ricordo di Matteo e spero le faccia piacere leggere anche il mio. Ho conosciuto Matteo molti anni fa durante una serata tra amici organizzata da Matteo Piccardi. Erano presenti anche Luca Moroni e suo figlio, entrambi aspiranti Guide Alpine. Io, da alpinista e scalatore – pur essendo lontano anni luce dalla classe cristallina di suo figlio, ma condividendo quella stessa passione e quel fuoco che ci fa vivere la montagna e la parete anche quando non ci siamo fisicamente – ricordo di aver portato un libro (credo fosse di Tiziano Terzani) che regalai a Piccardi. Lo feci pensando principalmente al sogno di queste due nuove promesse dell’alpinismo. Ho ritrovato la dedica che scrissi allora “Rendere possibile l’impensabile è un gioco da ragazzi con l’esperienza di millenni basta lasciarsi andare e dove c’è paura ci sarà consapevolezza. La trasgressione porta con sé il sorriso della vita e della morte come ogni cosa autentica amplia il nostro orizzonte e la nostra esistenza” Matteo fu quello che si interessò di più al libro e alla dedica, e passammo una buona mezz’ora a parlarne insieme. Non era fonte di ispirazione solo come alpinista, ma come uomo: ho percepito una connessione profonda con lui, nonostante lo avessi conosciuto da pochissimo e incontrato soltanto in quell’occasione. Spero che questo ricordo le faccia piacere!

Ale’!

Alberto


Buonasera Marina. mi chiamo Mirko Certosino e sono un uomo di circa 50anni che ha imparato tardi ad andare in montagna e a scalare, e parte della mia formazione la devo a Matteo, uno di quelli che considero i miei angeli in montagna… se avesse piacere ho trovato dei video di lui che ci istruisce e ci spiega delle manovre di corda… se vuole troverò il modo di farglieli avere… ho letto il suo ultimo post e dopo anni mi sono permesso di scriverle… un caro saluto ed un abbraccio

Mirko


Matteo è un ragazzo indimenticabile pieno di energia ed entusiasmo. lo penso spesso soprattutto quando sono in solitudine sulle montagne. Manca anche a me. Un caro abbraccio a voi.

Marco


Matteo era una persona unica … e la porterò sempre nel cuore …

Andrea


Questa è una foto meravigliosa perché c’è tutto: Matteo, il suo sorriso, le sue montagne, la vita che amava. Un ragazzo felice, sì. Di una felicità coinvolgente e contagiosa.

Gli anniversari sono sempre un dolore che si rinnova, un percorso all’indietro fatto di mille domande senza risposte. Il sorriso di Matteo è la risposta più bella a tutto questo, perché è vita, bellezza, incanto.

Vi abbraccio forte forte in questa giornata che saprete rendere comunque bella. Ne sono certa.

Sara


En Brao gnaro … resterai per sempre nei cuori di chi ti ha conosciuto!

Chicco Zani


Vorremmo ricordarlo il giorno del suo compleanno, 11 agosto …      STAY TUNED.

Gian Luca Gasca