“Radici a valle, sguardi verso la cima.”
Cosa vogliamo misurare in un evento?
Quanto valore ha generato un numero di persone che starebbe in due autobus pronti per partire per un viaggio? Ecco cosa abbiamo osservato il 29 agosto all’oratorio della Brunella in Varese alla serata promossa da Casa Matteo Varese ‘Radici a valle, sguardi verso la cima’.
Sabato 29 agosto si è rinnovata la serata promossa da Casa Matteo Varese, con la Santa Messa e un momento conviviale finalizzato alla raccolta fondi per il progetto Happiness.
Per Casa Matteo è questo ormai un “classico” appuntamento di fine estate in cui ricordare Matteo: ce lo si mette in agenda fin da inizio luglio, marca il calendario della ripresa. Da cinque anni a questa parte funziona così per un bel gruppo di persone che, a dirla tutta, si è anche allargato nel tempo. Se vogliamo un colpo d’occhio possiamo dire che con i presenti alla serata quest’anno si riempievano tranquillamente due autobus gran turismo.
“Radici a valle e sguardi verso la cima” era scritto sull’invito e così è stato: un modo di guardare alla vita che è anche quello con cui si guarda alla montagna. Tenere insieme le proprie radici, la quotidianità, i progetti e lo sguardo rivolto verso ciò che ciascuno considera una meta. Impegnativo quel tanto da farci pensare che, oltre che per un gustoso e ricco aperitivo, si fosse lì anche per altro. Una cara amica che lavora nella raccolta fondi lo diceva sempre: metti del cibo, auspicabilmente di buona qualità, e le persone arrivano. Già, ma poi occorre anche tenerle lì le persone, agganciarle a qualcosa: oltre tre ore sono passate senza che ci fosse un particolare intrattenimento se non quello delle relazioni, dei racconti e della condivisione. In tre ore di viaggio i nostri autobus gran turismo sarebbero arrivati da Milano su per giù a Bologna.
Ma in quelle ore nessuno si è mosso, ovviamente. Si sono condivisi discorsi, si sono ascoltati progetti realizzati e da realizzare in autunno: si è prodotto un valore relazionale che ha contaminato e reso consapevole chi era presente di dove stiamo andiamo con il contributo di tutti. Le persone presenti hanno chiacchierato di libri, film e passioni, forse anche delle vacanze appena trascorse: ma hanno anche mappato la relazione che le ha portate ad essere lì, insieme, ad ascoltare e a darsi appuntamento ad ottobre per un nuovo evento.
Qualche giorno dopo l’evento, siamo stati contattati da una persona che, non presente all’evento, ha saputo della serata e dei suoi contenuti da una conoscente e vorrebbe conoscere da vicino l’esperienza di Happiness. Passaparola, non solo tra i ragazzi, anche tra gli adulti.
Lo scriviamo spesso: fare memoria è responsabilità e trasformare la memoria di una persona attiva, tenace, vivace, curiosa come Matteo in azioni concrete, in relazioni, in ricadute positive verso i giovani, è lo scopo di Casa Matteo Varese.
Dato che la serata aveva l’obiettivo della raccolta fondi, possiamo spendere due parole anche sui conti. Il Comitato Casa Matteo Varese è stato in grado, al netto delle spese, di devolvere 1700 € al progetto Happiness. Fatti due conti – e considerato che anche 40 euro di beni deperibili non consumati sono stati donati ad Happiness – possiamo dire che ogni euro speso per organizzare l’evento ha generato circa 2,50 € di risorse per il progetto. Un risultato che può considerarsi buono, soprattutto perché stiamo parlando di un evento comunitario e non di una macchina professionale di fundraising.
E poi bisogna dirlo: il valore della serata è stato anche quello generato dai volontari che si sono mobilitati perché tutto potesse realizzarsi al meglio. Senza il loro impegno, i costi sarebbero stati certamente molto più elevati. Le loro energie e la loro disponibilità rappresentano una risorsa che spesso non compare nei bilanci economici, ma che rende possibile tutto il resto. Senza contare – questa volta – le ore che Damiana ha utilizzato per creare gli oggetti personalizzati che erano proposti all’ingresso della chiesa, le ore complessive di volontariato si attestano attorno al centinaio: preparare i volantini, pubblicizzare l’evento, prendere contatti con chi ospita, creare il menù, prenotare gli alimenti, prepararli, presentarli, organizzare gli spazi, lavare, pulire, differenziare.
Il nostro racconto fotografico, quindi comincia proprio da loro: dallo Staff Eventi di Casa Matteo Varese e da un GRAZIE sentito ad ogni donatore!
Grazie!