I Solisti di Como.
Non di rado mi capita, navigando in rete, di incontrare esperienze meravigliose e intense di Associazioni, Enti, Fondazioni, Comitati che si occupano delle grandi tragedie del mondo: dall’aiuto a persone che vivono in luoghi di guerra, con un occhio particolare ai bambini e alle donne, a tutti coloro che si occupano di ricerca in campo scientifico e medico o di dare sollievo a chi soffre per malattie che ha incontrato inaspettatamente e tragicamente sulla sua strada.
Tutte le volte che leggo di queste persone che dedicano risorse di tempo e economiche loro e della rete dei loro donatori, provo un moto di gratitudine: non posso arrivare dappertutto e GRAZIE a chi lo fa con determinazione e costanza!
GRAZIE!
Poi penso ai donatori di Casa Matteo Varese: sono un buon numero, affezionati, alcuni costanti con le loro piccole e grandi somme, con il loro pensiero, con la loro creatività, con il tempo che dedicano al Comitato, con gli oggetti che creano e che propongono in rete e ai mercatini con il solo scopo di far conoscere il Comitato e di raccogliere fondi.
Penso a ciascuno di loro perché ci ha permesso di sostenere l’evento di debutto dell’Orchestra ‘I Solisti di Como’, sabato 13 giugno alle 18.00, nella splendida cornice del Chiostro di Sant’Abbondio a Como, sede oggi dell’Università.
Dopo l’immancabile visita alla splendida Basilica di Sant’Abbondio alla sua abside affrescata e all’architettura romanica, austera, attraverso una porticina di legno scuro siamo entrati nel chiostro che, sorprendentemente, non sta a livello strada ma quasi due piani sotto il livello del porticato da cui ci stavamo affacciando. Ottima vista quindi sul centro del cortile, in cui già erano allestite le sedie per gli orchestrali, i leggii e la postazione del Direttore, anzi della Direttrice. Un brulichio di persone tra cui il pro-rettore dell’Università dell’Insubria, il Presidente del Consiglio Comunale di Como, il Presidente del Rotary Club Como Baradello, tutti chiamati di lì a poco a portare i saluti istituzionali in questo tardo e caldo pomeriggio di giugno.
Ci salutano con calore la mamma ed il papà di Anna, conosciuti quando i nostri figli studiavano a Losanna e alloggiavano presso la casa di Madame Anne, donna colta che amava ospitare giovani studenti, esclusivamente musicisti, però. Siamo poi letteralmente assaliti da Emanuele, il violoncellista che abbiamo conosciuto ormai dieci anni fa, ai tempi in cui aveva accompagnato Giona nel giorno della tesi e da un’altra Anna, Molinari, violino di spalla dell’Orchestra e altra giovane talento che stiamo seguendo con attenzione.
Abbiamo un posto riservato, in quanto sponsor della serata anche se siamo arrivati tardi con la nostra donazione e non compariamo sul volantino di sala. Per questo volta poco importa: era troppo importante esserci!
Il concerto inizia: Mendelssohn – Barthody; Čajkovskij, Arensky e Bartok, i gesti e gli sguardi della Direttrice e anche gli sguardi degli orchestrali tra di loro e sui loro strumenti, sulla partitura, oramai digitale: è finito il tempo delle mollette da bucato che fermano i fogli al vento dell’estate.

Come durante le serate di montagna capiamo poco di spit, nut, friend, progressioni, lunghezze, gradi, qui capiamo poco di Čajkovskij, Bartok e Arensky: ascoltiamo anche un po’ divertiti i commenti degli intenditori che siedono dietro di noi. Però ascoltiamo, partecipiamo, godiamo anche un po’ stupiti dell’armonia, dell’atmosfera che si crea. Sorridiamo con la Direttrice quando il doppio campanile romanico di sant’Abbondio ci ricorda insistentemente che sono le 19.30 e subito dopo un elicottero passa a bassa quota sopra il chiostro. Inconvenienti del portare la musica fuori dai teatri, verso la gente.
Al termine del concerto, la Direttrice Anna ringrazia tutti i convenuti, tutti gli sponsor, il pro-rettore, il Comune, la sua Patron, le Fondazioni che hanno contribuito con i loro fondi ad organizzare la serata; volge poi lo sguardo verso di noi: ‘non ultimo voglio ringraziare Casa Matteo Varese che come noi crede nei giovani talenti’. Anna ha raccontato, seppure in breve, la storia del nostro Comitato e lì, dalle sue parole abbiamo capito quanto sia prezioso tutto quello che voi donatori permettete con il vostro gesto!
Vorremmo arrivassero, quindi, a ciascuno di voi il sorriso e l’abbraccio di Anna Bottani, non solo Direttrice dell’Orchestra, ma anche Direttore Musicale e Artistico della stessa e di Emanuele Rigamonti, violoncellista e Direttore Artistico, che sono gli ideatori di questa compagine musicale, sostenuta sin dall’inizio dalla produttrice Gisella Belgeri, ieri sera insignita dal Rotary Club Como Baradello di un’importante onorificenza per meriti artistici e culturali.
Vorremmo arrivasse a Voi la loro riconoscenza perché il contributo economico che abbiamo deciso di donare li ha colti piacevolmente di sorpresa e li ha concretamente aiutati: insomma, detto in parole meno auliche … serviva!
A cosa?
A contribuire a dare lavoro a un gruppo di giovani professionisti dai curricula interessanti, alcuni di livello internazionale, che affiancano ore di studio e di preparazione a concerti ed eventi musicali, lezioni in conservatorio e direzioni artistiche.
A continuare a studiare, interpretare, diffondere Bellezza.
Nel romanzo L’idiota di Dostoevskij, Ippolit ‘replicò in tono ironico (…) mormorò al principe (Myškin) accigliandosi (…): «È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?» e ancora: «Signori – si mise a gridare a tutti – il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza!» e di nuovo: «Quale bellezza salverà il mondo?»
Noi – a quasi 170 anni dalla prima pubblicazione di quest’opera – azzardiamo una risposta: una delle bellezze che salverà il mondo è quella del dono, del contribuire anche in quello che riteniamo ‘poco’ a sostenere chi ne fa la ragione di vita, nell’offrire denaro o tempo o capacità a chi ci restituisce Bellezza.
Se volete continuare ad esserci, visitate la pagina del nostro sito dedicata ai giovani talenti della musica e donate: noi faremo girare il vostro dono, ricadrà sul territorio, vicino e meno vicino.
Lo faremo in nome di Matteo – che di Bellezza s’intendeva – guardando al futuro!
Grazie!