A spasso con la Guida Alpina. E molto altro …

Start time 06/07/2026
Address Val Masino
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Non è la prima volta che ci affidiamo alle Guide Alpine per fare esperienza di montagna; lo abbiamo sempre fatto quando volevamo proporre attività di uscita sul territorio di montagna a ragazzi del primo anno di Liceo o quando abbiamo organizzato un’attività di team building per un’Azienda nostra sostenitrice; così, oltre che con il nostro Matteo, con cui avevo avviato il progetto di uscita con gli studenti, abbiamo collaborato con Davide MazzucchelliMatteo Castellini, Luca Moroni.

Questa volta però è stato diverso: andiamo per monti più o meno da una cinquantina di anni, ma l’età, il cambiamento climatico, il cambiamento anche dei fruitori della montagna, il tempo maggiore che richiede costruire percorsi, verificarne la fruibilità, prenotare rifugi, sono tutti fattori che ci rendono più prudenti; consapevoli quindi di tutto ciò, abbiamo sfogliato le proposte di Valtellina Adventure e siamo usciti tre giorni con Mattia Simonini: direzione Bagni di Masino per salire al Rifugio Gianetti. Il giorno dopo trasferimento al Rifugio Allievi e il terzo giorno discesa in Val di Mello.

Conoscevamo già la prima e l’ultima parte di questo percorso, ma la traversata in Alta Valle, sempre tra i 2400 e i 2800 mt, a scavalco di tre valli, era nuova per noi. È stato anche un modo per vedere da vicino le molte sfaccettature del lavoro della Guida Alpina che, come sa chi ci segue sin dall’inizio, Casa Matteo Varese sostiene con Borse di Studio da ormai quattro anni.

Quindi da qui in poi, se lo vorrete, potete leggere il punto di vista di due ‘clienti’ che sono stati per tre giorni a spasso con una Guida Alpina.

Innanzi tutto, non si fanno sconti: caschetto, imbrago e kit ferrata se li porta in spalla il cliente; ci siamo risparmiati il controllo zaino – sicuri che non c’è il superfluo? – perché Mattia si è fidato dei nostri trascorsi, ma un paio di ciabatte da rifugio sono rimaste in auto e ha chiuso un occhio su un paio di magliette e qualche calza di troppo 😉.

Poi si comincia a salire: la Guida fa il passo; ‘inutile andare a scheggia perché si è freschi, meglio guardare lungo, all’intera giornata’; una pausa ogni tanto per qualche foto ed una pausa un po’ più lunga per mettere i piedi nel torrente e mangiare qualche cosa. Questo, per esempio, è un rito che Valter ed io non abbiamo quando camminiamo: procediamo un po’ stile ‘mulo da montagna’, lenti ma costanti, senza tappe e forse questo nuovo modo di procedere ci ha un po’ rallentati ma poco importa, perché il bello dello stare tre giorni per monti è che … non devi scendere nel primo pomeriggio!

Mentre saliamo Mattia nomina le vette che via via compaiono, ci racconta la storia di queste montagne, la loro geologia; ci narra di qualche ascensione particolarmente ardita e passata alla storia e ci prepara all’ambiente della Gianetti che è gestita da Mimmo e dalla sua famiglia, che Mattia conosce bene. Quando arrivi in un Rifugio con la Guida Alpina, perdi quell’anonimato che Valter ed io abbiamo sempre vissuto nelle nostre uscite: Mattia ci ha presentati ai rifugisti, abbiamo scelto il tavolo dove trascorrere il nostro pomeriggio giocando a carte; durante il loro momento di pausa, anche con i ragazzi che lavorano al Rifugio.

Poco prima dell’ora di cena, con un cliente, arriva anche Matteo Piccardi, istrutture del Collegio Guide Alpine di Lombardia (molto legato al nostro Matteo) e la serata si accende di battute e di leggerezza. Per le 22 tutti a nanna, silenzio, non prima di aver concordato l’ora della colazione con Mimmo e il suo staff. Mattia è molto discreto: non ti ‘sta addosso’, non chiede costantemente come stiamo, è sempre a disposizione per ogni nostra domanda; credo faccia parte della formazione: abituare il cliente alla proattività, a chiedere, ad esprimersi, pur non perdendolo mai di vista.

Il mattino, quando apri gli occhi in rifugio, la prima cosa che NON hai è la consapevolezza se hai dormito o meno: saranno le ore successive a renderlo evidente! Prima della colazione è d’obbligo un giro fuori: il chiarore, il fresco – purtroppo non troppo … – le marmotte; un’occhiata anche al sentiero sul quale di lì a poco ci saremmo incamminati. Colazione, check dei materiali, scarponi ai piedi, bacchette, un saluto a Mimmo e via verso il Rifugio Allievi dove arriveremo … molte ore dopo …

Mattia ci prepara a quello cui andremo incontro: le salite, le discese, le corde fisse. Lasciamo la Val Porcellizzo salutando il Rifugio Gianetti che si fa piccolo piccolo, raggiungiamo il passo Camerozzo, poco sotto i 2800 mt e scavalliamo in Valle del Ferro che attraversiamo in alto, poco sopra il bivacco Molteni Valsecchi.

Un altro passo, il Qualido, ci introduce nella valle omonima che apre nella mia testa un sacco di ricordi: credo di aver sentito questo nome mille mila volte da mia sorella Daniela negli anni ‘80/’90 quando scorribandava qui con gli arrampicatori del CAI e successivamente da Matteo, naturalmente (in particolare ‘sta via Luna Nascente …). E’ impressionante guardare la Val Masino da quassù ed è impressionante vedere questo pianoro un po’ lunare di cui non riesci ad immaginare l’esistenza se passeggi sotto, in Val di Mello.

Terzo passo, forse il più bello, il passo d’Averta: una finestra sul Monte Disgrazia (leggete qui perché si chiama Disgrazia, la sfortuna nera non c’entra niente 😊) e … la vista della meta! Il Rifugio Allievi Bonacossa, 2395 mt.

Siamo cotti, inutile nasconderlo; Mattia ci distrae chiacchierando amabilmente del più e del meno. Con noi ha camminato anche Camillo, elicotterista ora in pensione, dell’Elitellina, che arriva prima di noi al Rifugio e ci porta tre birre fresche che non potete avere idea di quanto abbiamo gustato.

Uno stambecco pascola tranquillamente a pochi metri da noi ma, improvvisamente, si volta verso il cielo: ha sentito l’arrivo dell’elicottero che rifornisce il rifugio e, con l’occasione, porta a valle anche due/tre clienti. Scenderà anche Camillo in elicottero: non era previsto, glielo hanno offerto e, dopo sei anni … ritorna in … ‘ufficio’, seppure da passeggero. Credo di aver visto una commozione così pura e sincera e contagiosa solo pochissime altre volte nella vita; emozionante davvero.

Qualche chiacchiera e arriva l’ora di cena; mentre attendiamo il piatto di pasta, Armando, il rifugista, si avvicina e ci chiede chi siamo, da dove veniamo, come siamo arrivati a Mattia … a voi che leggete lo risparmiamo 😊 a lui abbiamo raccontato di Matteo, del Comitato, della Borsa di Studio e di Mattia che ne ha vinta un’edizione … Quando sente il cognome ‘Pasquetto’, però, Armando si fa pensieroso, sembra andare a recuperare qualche cosa nella memoria … ma sì … ma ‘io conosciuto anche l’altro vostro figlio, il musicista, che mi ha promesso che farà un concerto qui prima o poi.’

Detto, fatto.

Siete arrivati a leggere fino a qui?

Ecco, tutto il racconto delle nostre fatiche è in realtà uno SPOT per il concerto che il Placard Wind Quintet terrà al Rifugio Allievi il giorno 15 agosto 2026, con due appuntamenti: alle 11.30 e alle 18.00.

In locandina il QRCode con tutte le informazioni.

La serata scorre giocando a Machiavelli; veniamo richiamati all’ordine: sono le 22, è ora di branda! Obbediamo come scolaretti, lasciamo il salone e mettiamo il naso fuori per vedere le stelle; ma è luglio, è ancora troppo chiaro e la stanchezza ci fa preferire la cuccetta al cielo stellato … con l’età scappa un po’ anche la poesia, in verità …

Al mattino, ancora infilata nel sacco lenzuolo, sbircio i vicini di branda che si alzano, cercano di fare il minor rumore possibile e scivolano fuori dal camerone verso la sala, per la colazione: poi qualcuno prenderà i sentieri alle spalle del Rifugio e farà qualche via di roccia, qualcun altro proseguirà il sentiero Roma verso il Rifugio Ponti; noi scenderemo in Val di Mello e poi a San Martino: da 2395 a 920 mt … povere ginocchia …

Prima di uscire dal sacco lenzuolo osservo Mattia che raduna le sue poche cose, sistema coperta e cuscino, prende lo zaino, si accerta che abbiamo dormito e che siamo pronti alla rotolata verso valle: ‘Vi aspetto giù’.

Come Casa Matteo Varese, siamo proprio fieri di sostenere giovani professionisti della montagna: vederli all’opera – come abbiamo visto all’opera Mattia – è molto gratificante. Matteo qualche volta ci scherzava su: ‘non riesco a dire che vado al lavoro, oggi, come si fa a chiamare ‘lavoro’ il mio?’ Poi sappiamo bene di tutta la preparazione atletica, fisica, mentale; la ricerca degli itinerari, la verifica sul campo, la richiesta della disponibilità nei rifugi, la meteorologia, la situazione fisica e psicologica dei clienti, soprattutto se non conosciuti e se in gruppo, il tenere il ritmo fermando il fenomeno che vuole andare avanti e non perdendo per strada la lumaca, la gestione degli imprevisti: dall’acquazzone, al sole esagerato, alla mancanza dell’acqua o del cibo, alle fiacche al piede, al blocco sulla ferrata, al troppo materiale nello zaino del cliente, al poco materiale, dallo scivolone sul ghiaino infido all’incontro con le mucche, alle scariche di sassi della comitiva che cammina sopra, alle scariche prodotte dal cliente (no, così per dire … non è che a noi è successo tutto questo in due giorni e mezzo … 😊).

E se sei riuscito ad arrivare persino fino a qui nella lettura, ecco, abbiamo una notizia: il CAI Centrale ed il CAI di Laveno Mombello hanno già deliberato il sostegno alla V^ edizione della Borsa di Studio ‘Matteo Pasquetto’ per Aspiranti Guide Alpine! Nelle prossime settimane sentiremo Vibram, Crazy e C.A.M.P. e cominceremo a lavorare al Bando e alla serata.

 

Arrivederci intanto al 15 agosto 2026 – Rifugio Allievi – Alta Val di Mello e il Placard Wind Quintet.

Ci vediamo là …